| Nulla |
|
|
|
NULLA
DELIRIO DI UN CONDANNATO A VIVERE Monologo comico e tragico a proposito di un uomo: la vita, la modernità, il suicidio e Dio.
di e con Alessandro Calabrese
VIDEO
Appunti di uno spettatore Si è istintivamente e interiormente rivoluzionati dall´impatto armonico con cui “Nulla” schiaffeggia violentemente i suoi spettatori. Si rabbrividisce, si sghignazza e si piange convulsamente di fronte a questo spettacolo. Prima di trascinarci nei più reconditi e maleodoranti anfratti del pensiero dominante, con funambolica maestria Alessandro Calabrese si accerta che la nostra coscienza di adulti occidentali si addormenti placida, che le palpebre del raziocinio scendano quiete a riposo e il fanciullo in noi si ritrovi solo, di fronte al suo ego scarnificato, ad andare a tentoni nel buio, gridando senza voce: c´è qualcuno qui?
Lo spettacolo
L'attore, il personaggio, si trova in una strana prigione. Una prigione che lo separa dal mondo, fatta di paura e di inadeguatezza. È una sofferenza solitaria, quella che racconta, la sofferenza di un appestato. L'approccio al mondo che lo circonda è comico, grottesco e surreale, fino a coglierne tutta l'assurdità. É allora che l'uomo in scena non regge più, il dolore è più forte della pazzia e quando un uomo è solo, nel dolore, la solitudine diventa disperazione.
Si scopre così che, in modo misterioso, la sofferenza è sempre veicolo di verità, di maggiore consapevolezza. Siamo tutti, in una condizione di dolore; ma poterci vedere “rappresentati” sul palco, ci fa commuovere, ci fa sentire tutta la nostra fragilità ma soprattutto ci fa uniti. Questo, in qualche modo è già tutto quello che si può sperare. La possibilità di non essere soli è già una salvezza.
Dati tecnici Interpreti: Alessandro Calabrese Fonico e tecnico luci: Andrea Rubagotti Oscurabilità: necessaria Spazio scenico necessario: 4m x 5m Energia elettrica: 220V monofase 16 A o 380V pentapolare minimo 16 A Destinatari: spettacolo non adatto ad un pubblico di età inferiore ai 14 anni
|


